Dopo il recupero registrato a febbraio, l’indice Irex consolida la ripresa e chiude il mese di marzo in deciso rialzo. Il paniere delle small-mid cap italiane attive nelle rinnovabili e nella smart energy si attesta a 23.520 punti, segnando un aumento del 9,9% rispetto a fine febbraio. L’andamento mensile evidenzia una dinamica particolarmente irregolare. A una fase iniziale di moderata volatilità segue un brusco calo a metà mese, rapidamente riassorbito da un forte recupero nelle ultime sedute, che riporta l’indice sui massimi del periodo. Questa volatilità riflette un contesto di mercato instabile, fortemente influenzato da fattori esterni e da un’elevata sensibilità alle dinamiche macroeconomiche ed energetiche.
Il quadro dei singoli titoli mostra una dispersione ancora elevata, coerente con un quadro di rotazione settoriale e di selettività da parte degli investitori. Tra i migliori si colloca Alerion (+10,2%), sostenuta da un miglioramento del sentiment sul comparto eolico europeo e da una maggiore propensione al rischio nelle fasi di recupero del mercato. Positivi anche Ecosuntek (+6,1%) e Frendy Energy (+4,9%), che beneficiano di acquisti selettivi e di una maggiore stabilità operativa. Le performance peggiori si registrano per ESI (–17,8%) ed EEMS (–32,0%), che risentono di una combinazione di elevata volatilità, bassa liquidità e vendite concentrate sul segmento delle società a minore capitalizzazione.
Nello stesso mese, il FTSE Italia All-Share registra una flessione del 6,67%, riflettendo un peggioramento del sentiment sui mercati azionari in generale, mentre il FTSE Italia Energia segna un deciso incremento del 17,17%, mostrando una marcata sovraperformance rispetto all’indice Irex. Tale dinamica è principalmente riconducibile al forte rialzo delle commodity energetiche, che ha sostenuto i titoli oil & gas e ampliato il divario tra energia tradizionale e comparto rinnovabili.
Anche i principali listini europei mostrano un andamento negativo nel mese di marzo, in un contesto di crescente incertezza geopolitica e volatilità finanziaria. Il DAX tedesco registra una flessione del 10,15%, mentre il CAC 40 francese perde l’8,97%. In calo anche la Spagna, con l’IBEX 35 in diminuzione del 7,16%. Nel complesso, i mercati europei risentono di un deterioramento del clima di fiducia, legato all’intensificarsi delle tensioni geopolitiche e al conseguente aumento dell’avversione al rischio.
Sul fronte delle commodity energetiche, il mese di marzo è caratterizzato da uno shock rialzista dei prezzi petroliferi. Il Brent sale a 118,70 $/bbl, con un aumento del 63,54% rispetto a febbraio, mentre il WTI si attesta a 101,75 $/bbl, in crescita del 51,01%. Sul mercato elettrico italiano, il PUN sale a 143,40 €/MWh, registrando un aumento del 25,34% rispetto a febbraio.
Nel complesso, questi movimenti segnalano un significativo aumento dei prezzi energetici. Il fenomeno è determinato dall’instabilità di alcune aree chiave di produzione e transito, che alimenta aspettative di scarsità, e da strategie speculative. Infatti, il quadro macroeconomico globale di marzo evidenzia un significativo deterioramento, legato all’escalation del conflitto in Medio Oriente, che ha colpito direttamente i mercati energetici e le catene di approvvigionamento.
Queste dinamiche stanno già influenzando il quadro macroeconomico: la crescita globale è ora attesa al 2,9% nel 2026 (in rallentamento rispetto al 3,3% del 2025), mentre l’inflazione nei paesi G20 è prevista salire al 4% nel 2026, con una revisione al rialzo di 1,2 punti percentuali rispetto alle stime precedenti. Nell’area euro, la crescita è attesa allo 0,8% nel 2026, riflettendo l’impatto diretto dell’aumento dei prezzi energetici sull’attività economica.
Nel complesso, i dati di marzo confermano come lo shock energetico rappresenti il principale fattore di rischio: l’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime si traduce in un incremento dei costi per imprese e famiglie, con effetti negativi su domanda, inflazione e crescita, in un contesto caratterizzato da elevata incertezza geopolitica. Lo sviluppo delle rinnovabili dovrebbe quindi essere accelerato, sia per la maggior convenienza, sia per aumentare la sicurezza energetica.

Worst e best performers