End of Waste, chiave per rilanciare il riciclo europeo

La cessazione della qualifica di rifiuto o End of Waste (EoW) è un fattore abilitante le filiere del recupero, poiché stabilisce il momento in cui un rifiuto smette di essere tale e acquisisce lo status di risorsa utilizzabile. Il tema ha una rilevanza crescente nelle politiche europee di economia circolare, poiché regole EoW chiare e omogenee possono facilitare la circolazione di materie prime seconde (MPS) tra gli Stati membri, riducendo gli oneri amministrativi e gestionali per i riciclatori e aumentando la disponibilità di materiali riciclati di qualità per l’industria. Il quadro europeo e nazionale, tuttavia, è frammentato. Per diversi flussi di rifiuti non esistono criteri EoW armonizzati a livello UE e convivono differenti discipline nazionali e autorizzazioni definite caso per caso. Una frammentazione che limita gli scambi di materiali sul territorio, genera elevati costi di gestione e riduce la certezza normativa necessaria a favorire gli investimenti.

La disciplina generale è stata introdotta nell’Unione Europea dall’art. 6 della Direttiva 2008/98/CE, recepito in Italia dall’articolo 184-ter del D.lgs. 152/2006, secondo cui un rifiuto cessa di essere tale quando è sottoposto a un’operazione di recupero e soddisfa specifiche condizioni:

a) la sostanza o l’oggetto è comunemente utilizzata/o per scopi specifici;

b) esiste un mercato o una domanda per tale sostanza o oggetto;

c) la sostanza o l’oggetto soddisfa i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispetta la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti;

d) l’utilizzo della sostanza o dell’oggetto non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana.

Una volta soddisfatti i criteri previsti, il materiale non è più soggetto alla disciplina dei rifiuti e può essere commercializzato e impiegato come materia prima seconda nei processi produttivi. Ciò consente di ridurre il fabbisogno di materie prime vergini, la quantità di rifiuti inceneriti o smaltiti e, in alcuni casi, il consumo di energia.

La Direttiva (UE) 2018/851 ha successivamente precisato il rapporto tra criteri europei, criteri nazionali e valutazioni caso per caso. In assenza di norme stabilite a livello dell’Unione, gli Stati membri possono definire criteri dettagliati per specifiche tipologie di rifiuto. Inoltre, qualora non esistano né norme europee né nazionali, le autorità competenti possono valutare la cessazione della qualifica di rifiuto caso per caso, verificando il rispetto delle condizioni generali previste dalla Direttiva.

Il prossimo passo atteso è il Circular Economy Act, la cui prima versione dovrebbe essere presentata entro fine 2026. Il documento cercherà di ridurre la frammentazione del mercato UE per i rifiuti e i materiali riciclati, anche prevedendo l’adozione di criteri EoW armonizzati, in modo tale che la circolazione delle MPS non sia penalizzata rispetto a quello delle materie prime vergini.

Ad oggi, a livello europeo sono stati adottati criteri EoW per alcuni metalli (ferro, acciaio, alluminio), il vetro e il rame, mentre la Commissione e il Joint Research Centre stanno sviluppando criteri per ulteriori materiali, tra cui i rifiuti tessili e quelli da costruzione e demolizione (C&D).

In Italia, specifici regolamenti EoW sono stati adottati, ad esempio, per il combustibile solido secondario (CSS), il conglomerato bituminoso, i prodotti assorbenti per la persona (PAP), la gomma vulcanizzata derivante da pneumatici fuori uso (PFU), la carta e il cartone, i rifiuti inerti. Tra i regolamenti in lavorazione vi sono quelli relativi a pastello di piombo derivante dal riciclo di pile e accumulatori, rifiuti tessili, plastiche e rifiuti accidentalmente pescati (RAP).

Proprio per accelerare l’adozione di criteri EoW, inoltre, dal primo gennaio, è attivo il Nucleo End of Waste (NEW), introdotto dalla Legge 9 maggio 2025 n. 69, che fornisce supporto qualificato alle istruttorie per l’adozione dei decreti in materia.

Particolarmente rilevante è il caso delle plastiche. Nel dicembre 2025, la Commissione ha presentato una bozza di atto di esecuzione per introdurre criteri EoW armonizzati. Il documento, che non è ancora stato approvato, è considerato da istituzioni, operatori e associazioni un elemento importante per far fronte all’attuale crisi. Un EoW per le plastiche armonizzato a livello europeo potrebbe consentire, infatti, di avere maggiori quantitativi di MPS europee di qualità e minori costi di gestione per i riciclatori, stimati in circa 260.000 euro medi annui per ogni riciclatore dalla Commissione[1]. D’altra parte, sarà importante evitare che nuovi criteri EoW armonizzati possano penalizzare, anche indirettamente, i sistemi di riciclo open loop, che consentono di riciclare le plastiche miste per ottenere materie prime seconde ad elevato valore aggiunto. Il rischio è quello di escludere dal mercato flussi che possono essere valorizzati efficacemente, aumentando il conferimento a incenerimento o smaltimento.  

La diffusione e l’armonizzazione dei criteri EoW dovrebbero essere accompagnati anche dalla semplificazione delle procedure amministrative, in modo tale, ad esempio, da eliminare le duplicazioni o le differenze procedurali non necessarie tra gli Stati membri, accelerare il riconoscimento dei materiali che soddisfano i requisiti e ricorrere maggiormente a standard tecnici condivisi. Il tema del riconoscimento tra Stati membri, infatti, è molto rilevante poiché, in assenza di criteri europei armonizzati, uno stesso materiale può essere considerato prodotto in un Paese e ancora rifiuto in un altro, con conseguenti costi, ritardi e incertezza per gli operatori.

Semplificare il passaggio da rifiuto a risorsa sarà sempre più fondamentale nell’ottica di sviluppare un mercato unico europeo per le materie prime seconde che sia competitivo a livello globale.  


[1] Commissione Europea, Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European Economic and Social Committee and the Committee of the Regions. Accelerating Europe’s transition to a circular economy: a pilot for boosting the circularity of plastics. COM (2025) 805 final, Bruxelles, 23 dicembre 2025.