Irex Index, rinnovabili quotate in crescita a ottobre

Dopo la fase di consolidamento che aveva caratterizzato i mesi precedenti, l’indice Irex accelera nel mese di ottobre segnando una performance particolarmente positiva. L’indice, che raccoglie le small e mid cap italiane attive nel settore delle rinnovabili e della smart energy, chiude il mese a 23.701 punti, in aumento del 6,3% rispetto a settembre. Tocca così i massimi dell’anno con uno spike a fine mese (29-30 ottobre) prima di stabilizzarsi su livelli comunque elevati.

La performance dell’Irex è in linea con quella dei principali listini italiani. Il Ftse Italia All-Share ha registrato un aumento dell’1,1% mentre il Ftse Italia Energia è salito del 6,4%. Questo andamento è stato sostenuto da un clima positivo tra gli investitori, particolarmente verso le aziende che puntano sulla generazione di energia rinnovabile e sui sistemi di accumulo, in un contesto di stabilità dei prezzi dell’elettricità e di prospettive di investimento incoraggianti.

Le aziende del paniere mostrano risultati eterogenei ma nel complesso positivi. Alerion si conferma tra i due titoli migliori del mese (+6,6%), grazie al potenziamento della sua pipeline eolica e all’acquisizione di un parco in Irlanda. Bene anche Frendy Energy (+3,7%), che beneficia del miglioramento della marginalità nel mini-idroelettrico. In calo, invece, Ecosuntek (-1,8%), Esi (-2,6%), Eems (-3,9%), Seri Industrial (-4,3%), Iniziative Bresciane (-7,9%) e Innovatec (-14,3%). Quest’ultima prosegue la fase negativa legata alla revisione del piano industriale e al calo dei margini operativi, in un contesto di mercato dei servizi ambientali meno favorevole. In generale, il settore chiude il mese con un bilancio positivo, trainato dai titoli legati alla produzione eolica e alle tecnologie di accumulo.

Anche i principali indici europei hanno mostrato nel mese un andamento differenziato. Il Dax ha chiuso in lieve rialzo (+0,3%), il Cac 40 è cresciuto del +2,9% e l’Ibex 35 del +3,6%, confermando il trend positivo dei mercati continentali. La Borsa italiana si è mossa in linea con la tendenza europea, ma la performance dell’Irex si è distinta per la maggiore crescita rispetto al mercato in generale e ai titoli energetici tradizionali. Sul fronte delle commodity energetiche il Brent si è attestato a 65,05 $/bbl, in calo del 2% su base mensile, mentre il WtiI ha chiuso a 60,90 $/bbl (-2,4%). Cala anche il gas, -4,6% il Ttf spot price, mentre cresce il PUN dell’1,8%.

Il contesto macroeconomico internazionale resta improntato a una crescita moderata. La crescita globale è prevista al 3,2% nel 2025 e al 2,9% nel 2026 (Fonte: Ocse), con inflazione in calo. Le ultime analisi confermano a grandi linee la tenuta dell’economia globale, pur con rischi legati all’inasprimento dei dazi statunitensi e alla debolezza del commercio internazionale. In Europa, la crescita resta debole, mentre in Italia, nel secondo trimestre del 2025, il Pil ha registrato una diminuzione dello 0,1% rispetto al precedente, ma un aumento dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. I consumi finali nazionali sono rimasti stabili, mentre gli investimenti fissi lordi sono aumentati dell’1,6% su base congiunturale. Le importazioni sono cresciute dello 0,4% e le esportazioni sono scese dell’1,9%. Le ultime stime mostrano il Pil italiano in crescita dello 0,6% nel 2025 e dello 0,8% nel 2026, dopo essere aumentato dello 0,7% nei due anni precedenti.

L’indice Irex sta beneficiando di un contesto normativo che si sta stabilizzando, seppur ancora incompleto, e di un crescente interesse da parte degli investitori. Durante il mese, non ci sono state novità di rilievo, ma il mercato è in attesa dei prossimi provvedimenti che potrebbero dare ulteriore slancio al settore.

La chiusura positiva del mese di ottobre dimostra la resilienza delle aziende rinnovabili italiane. Nei prossimi mesi, l’attenzione si concentrerà sull’evoluzione delle aste, sui prezzi dell’energia e sulle politiche di sostegno, che continueranno a influenzare le valutazioni e gli investimenti nel campo.

L’andamento dei quattro titoli worst e best performers