Indice Irex in recupero a febbraio dopo un inizio anno debole

Dopo la debolezza registrata a gennaio, l’indice Irex apre il mese di febbraio con una dinamica più favorevole e chiude il periodo in recupero. Il paniere delle small-mid cap italiane attive nelle rinnovabili e nella smart energy si attesta a 21.405 punti, segnando un aumento del 2,7% rispetto a fine gennaio. L’andamento mensile evidenzia una fase iniziale di moderata volatilità, seguita da una progressiva stabilizzazione e da un recupero nelle ultime sedute del mese, che consente all’indice di recuperare parte delle perdite accumulate nei mesi precedenti.

I mercati si chiudono prima dell’inizio della guerra in Iran e il quadro a fine febbraio ancora non risente dei crolli dei mercati mobiliari e dell’impennata dei prezzi energetici.

In questo quadro ancora relativamente tranquillo, i singoli titoli mostrano comunque differenze negli andamenti. Tra i migliori si pone Alerion (+2,8%), sostenuta da un miglioramento del sentiment sul comparto eolico europeo e da acquisti selettivi sul titolo. Positiva anche Iniziative Bresciane (+0,8%), che beneficia di una maggiore stabilità delle attese operative. In territorio negativo si posizionano Frendy Energy (–8,0%) ed Ecosuntek (–9,4%), mentre Innovatec (–14,3%) ed Eems (–30,7%) risultano i titoli peggiori del mese, risentendo maggiormente della grande volatilità dei mercati che si innesta nella tendenza non positiva di entrambe nel mese precedente.

La performance dell’Irex è tuttavia inferiore a quella del principale listino italiano. Nel mese di febbraio, il Ftse Italia All-Share registra un +15,03%, riflettendo un quadro complessivamente stabile per i mercati azionari italiani, mentre il Ftse Italia Energia segna +2,24%, chiudendo un livello simile a quello dell’indice Irex grazie al contributo dei titoli oil & gas.

Anche i principali listini europei mostrano un andamento positivo nel mese di febbraio. Il Dax tedesco registra un aumento del 3,15%, mentre il Cac 40 francese segna una crescita più marcata del 5,67%. Positivi anche i mercati spagnoli, con l’Ibex 35 in aumento del 2,79%, sostenuto in particolare dal comparto bancario e dai titoli a maggiore capitalizzazione. Nel complesso, i mercati europei riflettono un clima di maggiore fiducia degli investitori, pur in presenza di un contesto macroeconomico ancora caratterizzato da elementi di incertezza.

Sul fronte delle commodity energetiche, nel mese di febbraio prosegue il rialzo dei prezzi petroliferi. Il Brent sale a 72,58 $/bbl, con un aumento del 2,66% rispetto a gennaio, mentre il Wti si attesta a 67,38 $/bblin crescita del 2,35%. L’andamento riflette aspettative di domanda energetica ancora sostenuta e il permanere di tensioni sul quadro geopolitico internazionale. Sul mercato elettrico, il Pun italiano scende a 114,41 €/MWh, registrando una flessione del 13,76% rispetto a gennaio. Il calo riflette condizioni di offerta più favorevoli e una minore pressione della domanda elettrica rispetto ai livelli osservati nel mese precedente.

Le stime sul contesto macroeconomico internazionale ancora non incorporano le recenti tensioni geopolitiche e commerciali, il Pil mondiale è atteso rallentare la crescita prevista nel 2026 del 2,9% rispetto al 3,2% del 2025. Il commercio mondiale, dopo il +4,2% del 2025, è previsto crescere del 2,3% nel 2026 (fonte Oecd). In Italia, gli ultimi dati Istat disponibili delineano un quadro ancora improntato alla prudenza. A febbraio 2026 l’inflazione, misurata dall’indice Nic al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,8% su base mensile e del +1,6% su base annua, rispetto al +1,0% di gennaio. La fiducia dei consumatori si colloca a 97,4, rispetto a 96,8 del mese precedente, segnalando un lieve miglioramento delle aspettative delle famiglie in un contesto che resta comunque moderato.

L’indice Irex riflette dunque un contesto di mercato ancora caratterizzato da elevata volatilità, ma mostra nel mese di febbraio segnali di recupero dopo le flessioni osservate nei mesi precedenti. In attesa dei prossimi sviluppi normativi e dell’evoluzione del quadro macroeconomico ed energetico, l’attenzione degli investitori rimane concentrata sulla solidità finanziaria delle società del paniere e sulla loro capacità di intercettare le opportunità offerte dalla transizione energetica.

L’andamento dei quattro titoli worst e best performers