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Irex Index Monthly

Althesys, in partnership con Staffetta Quotidiana e E-gazette fornisce un aggiornamento mensile sull’andamento delle pure renewable tracciate dall’Irex Index.

Ecco l’edizione pubblicata l’8 marzo 2019.

Borse positive, IREX Index in crescita moderata (+1,1%)

Il mese di febbraio ha mostrato un quadro in chiaroscuro dell’economia mondiale. L’apertura di Washington ad un accordo con Pechino per porre fine alla guerra dei dazi ha portato una ventata di ottimismo sui mercati globali, nonostante le probabili difficoltà che si incontreranno nelle fasi finali dei negoziati. La Cina, d’altra parte, ha bisogno di stimoli che diano nuovo vigore all’economia, dopo un 2018 in crescita del 6,6,% ed una previsione del 6-6,5% per il 2019, numeri che per la potenza asiatica rappresentano un rallentamento che non si vedeva dai primi anni ’90.

A destare preoccupazione è l’ingente indebitamento delle economie mondiali, oggi nel complesso quasi di un terzo superiore al 2008 e pari a tre volte il PIL mondiale. L’elevato stock di debito aumenta il rischio finanziario e rende più vulnerabile il sistema, soprattutto in caso di un rallentamento dell’economia o di aumenti dei tassi di interesse.

Le economie dell’Unione Europea sono attualmente fragili, con numerosi Paesi con rapporto debito/PIL superiore o prossimo al 100%, la prospettiva di un aumento dei tassi nel medio termine e vincoli di budget imposti dalle regole dell’UE che limitano la portata delle politiche nazionali. In questo contesto, la richiesta di maggiore flessibilità da parte di Francia e Germania delle regole UE su Antitrust e aiuti di Stato, potrebbe rafforzare l’industria europea e mobilitare maggiori investimenti.

Le principali Borse del Vecchio Continente hanno accolto positivamente questi sviluppi del contesto politico ed economico. Parigi ha guadagnato il 5% e l’indice DAX 30 tedesco il 3,1%, mentre a Madrid l’indice IBEX ha registrato un +2,4%. A febbraio è proseguito anche il trend positivo di Piazza Affari, che chiude a +5,4% su fine gennaio, accumulando un +12,4% su inizio anno. A pesare positivamente sono state soprattutto le performance dei titoli bancari, rassicurati dall’ipotesi di una TLTRO (Targeted Longer-Term Refinancing Operation) da parte della BCE, che garantirebbe agli istituti di credito finanziamenti pluriennali a condizioni agevolate.

Anche il comparto italiano dei titoli energetici (indice FTSE Oil&Gas) ha avuto una performance positiva, guadagnando a febbraio il 3,7%, supportato dalla ripresa delle quotazioni petrolifere (Brent a +8,8% e WTI a +5,7%) conseguenti ai tagli sulla produzione decisi da Opec e Russia e della crisi venezuelana. L’indice IREX delle small-mid cap pure renewable quotate su Borsa Italiana ha, invece, mostrato un andamento più contenuto, chiudendo a +1,1% su fine gennaio.

Tra i best performer si segnala PLT Energia (+9,8%), le cui azioni ordinarie sono state oggetto di una OPA volontaria totalitaria da parte di Baya S.r.l., Nous S.r.l. e Nexte 1 S.r.l., tre società riconducibili agli attuali azionisti di maggioranza di PLT. Obiettivo dell’operazione è la revoca dell’ammissione alle negoziazioni sull’AIM delle azioni ordinarie (delisting). In miglioramento anche Falck Renewables (+3,6%), Ecosuntek (+3,2%) ed Alerion (1,1%).

Tra i titoli in perdita spiccano Renergetica (-12,6%), che probabilmente sta scontando il consistente apprezzamento degli ultimi due mesi, e Gruppo Green Power (-12,5%), nonostante il bilancio 2018, mostri risultati in miglioramento rispetto all’anno precedente. Enertronica Santerno (-3,4%) si è aggiudicata un contratto per la fornitura di un sistema di storage per la mobilità elettrica in Italia e una commessa per circa 1,6 mln € in Sudafrica per la manutenzione di 170 MW di inverter fotovoltaici di propria produzione. Con questa operazione, la società consolida la propria presenza nel Paese arrivando a detenere una quota di mercato di circa il 30%. Ternienergia (-1,7%), infine, ha comunicato di aver vinto le cause al TAR della Sardegna per la revoca delle Autorizzazioni Uniche di due impianti fotovoltaici su serra per 1,6 MW complessivi. Il CdA ha inoltre approvato il Piano di risanamento e rilancio e la continuazione del programma di dismissione degli asset relativi ai settori fotovoltaico e ambientale. Inoltre,  con la fusione per incorporazione di Softeco Sismat S.r.l., è entrata nel settore hi-tech e digital, sviluppandosi in ambito di “energia digitale”, consulenza evoluta e applicazione delle nuove tecnologie alle attività di energy saving e manutenzione impiantistica digitalizzata.