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La trasformazione delle public utility nell’Italia che cambia

In un quadro macroeconomico e socio-politico di radicali cambiamenti, le utility stanno mutando le proprie strategie, resistendo alle criticità meglio di altri comparti e rimanendo un asset strategico per lo sviluppo del Paese.

I servizi pubblici svolgono, infatti, un ruolo chiave per il benessere dei cittadini e hanno una posizione di rilievo nel sistema economico. Il fatturato complessivo delle prime 100 utility italiane, pubbliche e private, nel 2014 si attesta a 120 miliardi di euro, coprendo il 7,4% del PIL italiano e occupando oltre 131.000 addetti.

L’esame delle performance delle 100 maggiori imprese realizzato da Top Utility fornisce una fotografia dettagliata dei punti di forza e di debolezza per ogni segmento (energia elettrica, gas, acqua, rifiuti) senza però perdere la visione d’insieme dei trend strategici e delle prospettive del settore. L’insieme delle conoscenze che emerge permette di meglio indirizzare tanto le strategie delle imprese quanto le politiche di sistema.

Lo studio valuta 186 parametri, qualitativi e quantitativi, coprendo le diverse aree di business, con l’obiettivo di fornire un quadro d’insieme analitico e completo. Le aree di indagine sono:

  • il quadro economico-finanziario dell’ultimo triennio;
  • la gestione operativa, secondo le specificità dei diversi business;
  • il marketing e la comunicazione, nelle sue diverse aree: commerciale, istituzionale, finanziaria, etc.;
  • la sostenibilità ambientale e sociale, con particolare attenzione alla valorizzazione delle risorse umane;
  • il rapporto con i consumatori e con il territorio;
  • Il patrimonio tecnologico, la ricerca e l’innovazione.

Il 2014 delle Top Utility è stato caratterizzato da un calo dei ricavi dovuto alla riduzione dei prezzi e dei volumi di gas ed energia elettrica. Il fatturato delle aziende idriche e dei rifiuti, al contrario, è aumentato in maniera significativa. Gli investimenti, pur diminuendo in termini assoluti, sono rimasti pressoché costanti in proporzione sui ricavi. Nel complesso sono migliorati gli indici di gestione caratteristica, in particolare per le aziende dei rifiuti che registrano un significativo incremento di ROI e ROE. Permane l’elevato rapporto di indebitamento delle aziende idriche seppur in riduzione. Le aziende energetiche sono invece caratterizzate da un maggior equilibrio finanziario, con i livelli di debito più bassi tra le aziende esaminate.

La consapevolezza sui temi ambientali e sociali caratterizza le utility: il 33% delle aziende pubblica il bilancio di sostenibilità e l’82% di queste lo fa seguendo le linee guida del Global Reporting Initiative (GRI). In aumento anche le certificazioni di qualità, tra le quali crescono soprattutto l’ISO 18001 e la SA 8000. L’attenzione alla Corporate Social Responsibility (CSR) traspare anche dall’alta diffusione del codice etico, adottato dall’89% delle Top 100.

Migliorano le performance del waste management, con la raccolta differenziata cresciuta di 6 punti percentuali rispetto al 2013 e con il 27% dei player che supera il 65%. Le aziende idriche nelle Top 100 presentano perdite medie inferiori al dato nazionale (34% contro il 36%), ma il settore nel suo complesso evidenzia ancora la necessità di ingenti investimenti, soprattutto nella fase di depurazione e collettamento.

Cresce l’attenzione al cliente e migliorano i servizi offerti dalle utility: l’indice complessivo di customer satisfaction (ICS) rilevato dalle aziende sale, attestandosi all’85%. Aumenta l’uso di social network e delle applicazioni per smartphone e tablet mentre l’utilizzo dello sportello on-line è il principale mezzo di interazione col cliente per più di 7 utility su 10. Pur permanendo ancora ampi margini di miglioramento, si registra una maggiore trasparenza da parte delle aziende pubbliche: in aumento la quantità e la qualità delle informazioni fornite e il livello di adesione ai requisiti di legge. A questo trend positivo si accompagna, inoltre, un sensibile incremento degli investimenti in comunicazione e marketing.

In conclusione, l’analisi offre un quadro d’insieme in continua evoluzione con miglioramenti, ma anche criticità, in vari campi. Ad una tenuta dei risultati economico-finanziari in un contesto congiunturale e settoriale negativo, si affianca una crescente attenzione ai temi ambientali, alla trasparenza e alla comunicazione con gli stakeholder. Le performance rimangono, tuttavia, piuttosto differenziate data la disomogeneità del settore, composto da business diversi e player con caratteristiche difformi in termini di dimensioni, solidità, competenze e risultati.