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Borse in risalita, ma IREX volatile in giugno

 

Il contesto macroeconomico rimane segnato dall’indebolimento della crescita mondiale. I Paesi emergenti, che vedono gli investimenti in frenata, devono affrontare i rischi crescenti derivanti dalle barriere commerciali, dagli stress finanziari e dal rallentamento delle economie avanzate. Tra queste, gli Stati Uniti e, soprattutto, le nazioni europee stanno affrontando un trend di riduzione dell’export e degli investimenti che ne abbassa le prospettive di crescita.

Aumentano gli sforzi di politica monetaria nell’area euro a sostegno dell’economia, con effetti ancora da verificare, mente lo stimolo fiscale ed il conseguente aumento del consumo privato potrebbero allentarsi nei prossimi mesi. Segnali positivi arrivano dalla Turchia, in ripresa dopo il forte rallentamento della crescita dell’ultimo periodo.

L’Italia  è sotto il rischio procedura di infrazione agli obblighi derivanti dal Patto di stabilità e crescita UE per deficit eccessivo. Qualora riuscisse (come parrebbe probabile) ad evitare sanzioni, difficoltà si riproporrebbero in autunno con il progetto di bilancio 2020.

Le Borse europee, comunque, si sono mosse al rialzo dopo lo stop di maggio. In particolare, l’indice tedesco DAX 30, con un +5,7%, ha già recuperato quanto aveva perso nello scorso mese, attestandosi sui livelli più alti da agosto 2018. L’indice francese CAC, invece, pur chiudendo il mese con un +6,4%, non raggiunge i livelli dello scorso aprile, così come per lo spagnolo IBEX, che si attesta ad un più modesto +2,2%. Si mostra meno volatile rispetto a maggio la Borsa italiana, nonostante i minori volumi scambiati. L’annuncio di un nuovo Quantitative Easing da parte del presidente della BCE Mario Draghi, ha spinto l’indice FTSE All Share in forte recupero nella seconda parte di giugno, chiudendo il mese a +6,4%.

Il FTSE Oil&Gas, indice dell’andamento del comparto energetico tradizionale, si è attestato su una più contenuta crescita del +3,9%. Le quotazioni petrolifere sono tornate a crescere per cause geopolitiche, anche a seguito degli incidenti avvenuti nel Golfo Arabico, con l’abbattimento di un drone statunitense da parte dell’esercito iraniano. Il Brent, così, ha chiuso in ripresa dell’8% su maggio ed il WTI dell’8,4%.

L’indice IREX delle small-mid cap pure renewable quotate su Borsa Italiana ha, invece, evidenziato una battuta d’arresto dell’1,8%. L’approvazione del bilancio 2018 da parte di Agatos, con risultati non particolarmente positivi, si riflette nel forte calo della sua quotazione (-11,3%). La società ha avviato un processo di focalizzazione su tre principali aree di business: fotovoltaico, biometano ed efficienza energetica. L’accordo per la cessione di un gruppo di impianti fotovoltaici di cui Agatos possedeva una partecipazione di minoranza, per un valore di circa 1,2 milioni di euro, perfezionato a inizio mese, rientra nel piano di dismissioni di asset non strategici previsto dal piano industriale. La transizione verso un nuovo modello di business frena anche il titolo di Enertronica Santerno (-10,4%), sulla scia del calo del mese precedente. Seri Industrial (-5,3%) continua a risentire della pubblicazione di risultati finanziari non positivi, così come EEMS (-3,4%). Il titolo di Falck Renewables (-2,6%) sconta probabilmente prese di beneficio dopo il forte aumento di maggio. La quotazione di Alerion cala dell’1,1%, nonostante l’azienda abbia comunicato l’entrata in esercizio del parco eolico di Morcone e Pontelandonfo in Campania (51,75 MW), in anticipo rispetto ai tempi previsti nel Piano Industriale 2019-2021, e l’acquisizione di un parco eolico in Spagna, con una potenza installata di 36 MW e un’opzione per l’acquisto di un altro progetto di 50 MW, in corso di autorizzazione.

Tra i titoli in positivo, spicca il Gruppo Green Power (+32,7%), che ha attirato l’interesse degli investitori grazie al recente balzo della redditività ed alle trattative per l’ingresso di nuovi partner nella proprietà. Molto attiva Ternienergia (+0,3%), che, ad inizio mese, ha annunciato due operazioni volte al contenimento del debito, nell’ambito del Piano di risanamento e rilancio del Gruppo. La prima consiste nella sottoscrizione di un contratto preliminare con NextPower II Alpha per la cessione del 50% delle quote di due impianti fotovoltaici per 1,9 MW, con un corrispettivo di 1,3 milioni di euro e l’assunzione da parte dell’acquirente di circa 4 milioni di debiti. La seconda prevede la cessione di un contratto di efficienza energetica realizzato in Toscana, sgravandosi di 0,5 milioni di debiti. Sempre in giugno, inoltre, Softeco S.r.l., la digital company del Gruppo Ternienergia, ha ottenuto un contratto da 0,3 milioni di euro annui dalla Commissione UE e ha siglato un’alleanza strategica nell’efficienza energetica in Sicilia con il Consorzio Ecodomus.

Nel complesso l’Irex Index è stato piuttosto volatile nel mese di giugno, mostrando un andamento altalenante che ha risentito delle diverse performance dei vari titoli.

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