
Il settore presenta una serie di criticità in Italia, nonostante il profondo processo di cambiamento che ha interessato le public utilities negli ultimi anni. La gestione del servizio idrico è da tempo oggetto di crescente attenzione da parte sia dei policy maker nazionali ed europei, sia dei cittadini, sia degli operatori economici e finanziari.
Nel complesso, il comparto ha in media prestazioni ancora lontane dai migliori parametri internazionali e soffre di gravi carenze infrastrutturali. Sono necessari ampi interventi, sia in termini ambientali, sia economici, dato l’elevato costo per adduzione, potabilizzazione e depurazione.
Elevato è Il fabbisogno di investimenti per rinnovare reti acquedottistiche e fognarie e costruire nuovi impianti di depurazione. Per la depurazione l’Italia, ha già ricevuto la seconda procedura di infrazione dall’UE a causa dei ritardi accumulati.
I benefici di una buona gestione dell’acqua
Nonostante questo quadro generale, nel nostro Paese vi sono anche numerosi casi di gestione idrica efficiente, con benefici sia per i consumatori che per l’ambiente. Lo studio realizzato da Althesys per MM ha stimato gli effetti delle politiche di buona gestione del ciclo idrico in termini economici, socio-sanitari ed ambientali. L’analisi confronta alcuni casi di eccellenza con l’intero territorio nazionale.
Lo studio effettua una stima differenziale tra i casi di eccellenza e i valori medi per valutare non solo gli aspetti economici ma anche quelli ambientali e sociali. L’approccio è multistakeholder e valuta le ricadute, sia tangibili che intangibili, che la gestione del ciclo idrico ha sulla comunità.
Il potenziale di miglioramento per l’Italia
Dal confronto tra i parametri dei casi di eccellenza e quelli medi italiani è stato possibile stimare il potenziale di miglioramento in astratto conseguibile. Se le performance dei casi di eccellenza fossero raggiunti a livello nazionale, l’Italia otterrebbe benefici per 19,4 miliardi di euro in sei anni.
Questa stima considera alcuni elementi gestionali chiave e stima il differenziale di per-formance, valorizzando sia aspetti strettamente economici sia profili intangible.
Quali politiche per l’acqua in Italia?
Il miglioramento delle performance a vantaggio di tutto il Paese è possibile solo proseguendo nel processo di razionalizzazione e industrializzazione del settore. È chiave superare la frammentazione delle gestioni per raggiungere livelli di efficienza e economicità adeguati.
E’ fondamentale favorire il confronto tra i vari gestori mediante strumenti di benchmarking, l’individuazione di best practices e la definizione di standard qualitativi e operativi che dovrebbero essere un punto centrale della politica industriale per il settore idrico. Ciò permetterebbe di recuperare efficienza e quindi risorse in una fase di difficoltà a investire e di crisi della finanza pubblica.
L’estensione all’universo italiano dei risultati del campione richiede anche azioni sul sistema tariffario. La questione non è nuova, ma la recente abrogazione della norma sulla remunerazione del capitale investito rende la questione urgente. I benefici per i cittadini di un adeguato rapporto tra tariffa e performance sono evidenti dai risultati del lavoro.
Infine, bisognerebbe stimolare il confronto tra le perfomance dei gestori, promuovere soluzioni water saving, intervenire sulle tariffe, ecc.. Tutte queste azioni richiedono l’intervento di un soggetto regolatore competente e indipendente avente il compito di tutelare gli interessi dei cittadini, regolare le tariffe, promuovere l’efficienza e la trasparenza, verificare e garantire livelli minimi di qualità.
Solo in questo modo sarà possibile tradurre in realtà il potenziale stimato.




