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Contesto economico positivo, rinnovabili stabili in Borsa

L’economia statunitense ha registrato un ulteriore calo nel tasso di disoccupazione, sceso al 3,9%, e mantiene buone prospettive di crescita, supportate dalle aggressive politiche fiscali espansive del Governo Federale. In Europa si registra ormai una stabile crescita, testimoniata dall’annunciata (ma graduale) fine del Quantitative Easing della Banca Centrale Europea entro il 2019. Permangono tuttavia ombre sui mercati, in particolare per le tensioni geopolitiche e l’ormai aperta guerra sui dazi, che potrebbe deprimere i consumi.
Il prezzo del petrolio ha registrato un forte aumento, nonostante l’accordo tra i produttori Opec e la Russia per aumentare la produzione di circa 1 mln di b/g. Il WTI ha visto una crescita addirittura dell’11% rispetto alla chiusura del mese precedente, superando i 74 $/b, ai massimi da novembre 2014. Positivo, seppur su valori più contenuti, anche il Brent, cresciuto del 2% circa a 79 $/b. Questi rialzi sono ascrivibili soprattutto alle tensioni sul lato offerta, causate dalle perdite di produzione in Canada e Libia, dalle incombenti sanzioni all’Iran e dalle turbolenze in Venezuela.
Nonostante la congiuntura positiva dell’eurozona, i mercati finanziari hanno sofferto per i timori di ulteriori dazi commerciali e le dispute all’interno dell’Unione Europea. Il FTSE All Share ha perso questo mese l’1,94%, mentre gli indici DAX e CAC sono calati rispettivamente del 2,4% e dell’1,4%. L’indice IBEX spagnolo è invece cresciuto dell’1,7%, recuperando terreno dalle perdite registrate nel mese precedente.
Se in Italia i principali listini azionari si mantengono pressoché stazionari, in cauta attesa dei primi atti del nuovo Governo, l’indice FTSE Oil&Gas ha evidenziato una buona ripresa a fine mese, chiudendo a +1,2%, sostenuto dall’aumento nelle quotazioni del petrolio. L’indice IREX delle small-mid cap pure renewable quotate su Borsa Italiana è rimasto positivo per l’intero mese, chiudendo quasi alla pari, a +0,16% rispetto a fine maggio.
A pesare positivamente è stata in particolare la crescita del 2,22% di Falck Renewables, la società a maggiore capitalizzazione dell’indice, che a inizio giugno ha annunciato il closing dell’operazione di acquisizione di tre ulteriori impianti fotovoltaici già operativi negli USA, in Massachusetts, per 14,5 MW e 27,44 milioni di dollari. Plt Energia ha registrato una performance simile (+2,2%), recuperando valore dopo lo stacco dei dividendi nel mese precedente, mentre Iniziative Bresciane e Frendy Energy sono cresciute rispettivamente del +0,9% e +0,8%.
Alcune società dell’indice hanno effettuato delle operazioni sul capitale . È il caso di K.R. Energy, la cui conversione di circa 43 milioni di azioni da speciali a ordinarie ha comportato un marcato calo del valore del titolo (-26,8%) e Innovatec (-23,3%), che ha operato un aumento di capitale di circa 3 milioni di Euro tramite l’emissione di 92 milioni di nuove azioni. Le due società sono state però molto attive. K.R. Energy ha siglato un accordo di cessione a Giuggia Costruzioni S.r.l. del 100% del capitale sociale di Italidro S.r.l., società titolare di una centrale idroelettrica situata nella Regione Toscana, per 2,8 milioni di Euro, mentre Innovatec ha terminato un impianto di trigenerazione per la Tekniplex Gallazzi S.r.l., azienda nel settore della plastica, per un controvalore di 4 milioni di Euro. La società ha inoltre pubblicato i risultati del bilancio 2017, riportando un utile di 3,2 milioni di Euro, contro una perdita di 33,1 milioni dell’esercizio precedente. La ratifica di un aumento di capitale accomuna altri titoli in perdita, come Enertronica (-6,9%) ed Alerion (-2,5%), mentre altri, come Ecosuntek (-17,9%) ed EEMS (-2,9%), hanno continuato a soffrire i risultati negativi dei bilanci 2017, approvati in questo periodo.
Operazioni rilevanti hanno riguardato TerniEnergia, che ha comunicato di non aver dato seguito alla transazione con Gil Capital riportata il mese scorso, ed Enertronica, che tramite la propria controllata Elettronica Santerno ha sottoscritto due contratti definitivi per la fornitura di oltre 200 MW di inverter fotovoltaici in Spagna, per 10 milioni di Euro, e ha ottenuto l’erogazione di circa 12 Milioni di Euro di finanziamenti per due impianti fotovoltaici in Namibia, nell’ambito delle proprie attività di Built, Operate and Transfer.
Infine, Il Tribunale di Udine ha dichiarato il fallimento di Energy Lab S.p.A., interrompendo la procedura di concordato, per la quale il CdA ha deliberato la rinuncia il 21 giugno.
Figura 2. L’andamento dell’Irex Index e titoli worst e best performer