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Waste management sempre più strategico

Mentre la sensibilità dei cittadini, così come le strategie delle imprese, sono sempre più rivolte a un’attenta gestione dei rifiuti, in Italia il comparto del waste management sta vivendo un profondo cambiamento.

Le aziende evolvono verso nuovi modelli di business e la struttura del settore si sta progressivamente consolidando, nonostante un quadro regolatorio ancora complesso e l’assenza di una chiara politica industriale.

L’ultima edizione del WAS Report si articola su tre parti.

La prima riguarda i rifiuti urbani, sviluppando l’analisi strategica del settore avviata nella scorsa edizione. In un quadro di sostanziale stagnazione della domanda, il comparto si sta concentrando, con le prime 20 imprese che arrivano nel 2015 al 44% del mercato. Permane, però, una frammentazione elevata, player molto disomogenei e con strategie differenti. Varie sono le questioni ancora aperte per il futuro: la gestione della Forsu, il fabbisogno di impianti, soprattutto ma non solo di termovalorizzazione, il disegno del mercato, in discussione tra integrazione e suddivisione della value chain.

La seconda parte è dedicata ai rifiuti speciali, comparto tanto rilevante quanto variegato, composto da una miriade di imprese, prevalentemente medio-piccole, attive in una molteplicità di segmenti diversi in una filiera molto articolata e complessa. Da un lato, l’analisi di un campione di aziende nel trattamento evidenzia un’offerta frammentata, compensata da strategie di integrazione per dare ai clienti un servizio globale. Dall’altro, l’esame della domanda, svolto sulle maggiori imprese food & beverage e energy & utility, mostra come, nonostante la diversa “waste intensity”, la gestione dei rifiuti sia strategica per l’industria. Lo sviluppo di strategie proattive si combina con la ricerca di fornitori di servizi ambien-tali integrati. Le principali key issues riguardano la convergenza tra rifiuti speciali e urbani, la connessa questione dell’assimilazione e la crescente esportazione di rifiuti che penalizza l’industria italiana del waste manage-ment a favore di quelle di sistemi Paese più flessibili e lungimiranti.

Infine, si sviluppano alcune proposte di policy, identificando tre macroaree: normativa, impiantistica e market design. E’ necessaria una politica indu-striale nazionale che, data la strategicità del comparto, disegni un assetto del mercato che favorisca l’efficienza e la competitività della nostra industria del waste management, tanto negli urbani che negli speciali. Regole chiare e stabili, un’autorità di regolazione e controllo indipendente, un mercato aperto ma che valorizzi il patrimonio infrastrutturale e di conoscenza esistente, favorendo al contempo l’innovazione e gli investi-menti, sono elementi essenziali di una strategia nazionale per i rifiuti che deve essere insieme politica ambientale e industriale. Una visione unitaria, chiara e di lungo periodo che sia fattore di sviluppo e non di freno per il Paese in una logica concreta di economia circolare.